Categories: notizie
Published On: Settembre 2, 2026
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1610, 2025

no chat control

La Rete per i Diritti Umani Digitali si appella ai rappresentanti del Governo italiano per fermare la sorveglianza digitale in Europa. Leggi la nostra lettera 

Nonostante il rinvio della votazione a data da definirsi, la Rete per i Diritti Umani Digitali ha deciso ugualmente di scrivere una lettera al Governo, per sollecitarlo a opporsi all’adozione da parte dell’Unione europea del regolamento CSAR (Child Sexual Abuse Regulation), detto anche “Chat Control”. 

Se approvato, Chat Control obbligherebbe i fornitori di servizi di comunicazione online (WhatsApp, Telegram, Signal, Instagram e altri) a garantire in modo automatico l’accesso indiscriminato alle conversazioni degli utenti, anche cifrate, qualora le autorità ne facciano richiesta. 

La scansione (client-side scanning) avverrebbe sul dispositivo personale dell’utente, aggirando la crittografia end-to-end, una tecnologia che oggi protegge le comunicazioni private di milioni di individui, compresi giornalisti, attivisti, medici, avvocati, magistrati, testimoni di giustizia.

Chat Control vuole introdurre una “porta sul retro” nelle app di messaggistica. 

Una volta aperta la backdoor, non solo le forze dell’ordine, ma anche hacker e truffatori potrebbero intercettare le comunicazioni, rendendole intrinsecamente vulnerabili. 

I promotori della proposta sostengono che serva a combattere la diffusione e lo sfruttamento di CSAM (Child sexual abuse material) online. Noi riteniamo invece che, se l’obiettivo è davvero la tutela dei minori, gli sforzi debbano concentrarsi su aumento delle risorse investigative, rimozione dei contenuti illeciti e sostegno alle vittime. 

Chat Control rappresenta una gravissima minaccia ai diritti fondamentali dei cittadini europei, in particolare al diritto alla riservatezza delle comunicazioni. Temiamo, inoltre, che essa possa dare vita a un regime di sorveglianza di massa senza precedenti nel continente. 

Di fronte a un tale pericolo, il Governo deve assumere una posizione chiara, a tutela della democrazia e della propria popolazione, e fare pressione per l’adozione di strumenti alternativi, che non prevedano abusi sistematici in nome del contrasto ad altri reati come la diffusione e lo sfruttamento di CSAM (Child sexual abuse material) online. 

 

Leggi la lettera completa al link: https://www.thegoodlobby.it/wp-content/uploads/2025/10/LETTERA-CHAT-CONTROL-2025.pd 

 

Maggiori informazioni sulla Rete per i Diritti Umani Digitali

Banner della notizia con grafica con sfondo di colore blu intenso (che richiama quello del nostro logo Period) con al centro una mano robotica che si protende verso una mano umana che richiama La creazione di Adamo di Michelangelo nella Cappella sistina, evocando il tema dell’interazione tra intelligenza artificiale e mondo umano. un alone sottoline il punto di contatto tra le due dita. Testo in bianco che recita: 'INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA PA"

Pubblicate le Raccomandazioni nazionali sull’Intelligenza Artificiale nella PA. Period Think Tank tra i redattori del documento come organizzazione responsabile dell’Impegno B5.

Sono state pubblicate le Raccomandazioni della Community italiana per il governo aperto sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione, elaborate nell’ambito del 6° Piano d’Azione Nazionale per il Governo Aperto 2024-2026, dedicato alla promozione dell’inclusività e dei diritti nell’accesso alle tecnologie e nell’uso dell’IA .

Period Think Tank ha avuto un ruolo centrale nel processo: ha contribuito alla redazione del documento in qualità di organizzazione responsabile dell’attuazione dell’Impegno B5, coordinando il percorso di co-creazione e garantendo il coinvolgimento di amministrazioni pubbliche, società civile, espert di dominio e comunità professionali.

Un percorso di co-creazione per un’IA pubblica equa e trasparente

Le Raccomandazioni nascono dalla consapevolezza che l’adozione dell’IA nella sfera pubblica non è solo una scelta tecnologica, ma una decisione che incide su diritti, equità, trasparenza e partecipazione democratica. Il documento propone un uso dell’IA coerente con i principi del governo aperto, capace di prevenire discriminazioni, opacità decisionali e nuove forme di esclusione.

 

Cinque aree strategiche e dodici Raccomandazioni

Il testo si articola in 12 Raccomandazioni, suddivise in cinque ambiti chiave:

  • Formazione – percorsi continui e multidisciplinari per rafforzare competenze tecniche, giuridiche, sociali e comunicative.
  • Dati – qualità, tracciabilità, documentazione e disaggregazione come prerequisiti per l’equità algoritmica.
  • Sistemi di IA – trasparenza, verificabilità, supervisione umana significativa e documentazione dei processi di addestramento.
  • Adozione, acquisto e sviluppo – capitolati che includano requisiti su diritti fondamentali, audit algoritmici, interoperabilità e riduzione delle dipendenze dai fornitori.
  • Monitoraggio e valutazione degli impatti – strumenti permanenti di controllo pubblico, tra cui la proposta di un registro nazionale degli appalti IA presso ANAC.

 

Il contributo di Period Think Tank

Come organizzazione responsabile dell’Impegno B5, Period Think Tank ha:

  • coordinato il processo di co-creazione, assicurando un dialogo strutturato tra PA, società civile ed esperti;
  • contribuito alla stesura delle Raccomandazioni, con particolare attenzione a inclusione, equità algoritmica e trasparenza;
    promosso la partecipazione civica, sostenendo la necessità di coinvolgere utenti, comunità interessate e figure indipendenti nei processi di monitoraggio;
  • rafforzato l’attenzione ai diritti fondamentali, alle narrazioni che influenzano la classificazione dei dati e alla necessità di una supervisione umana significativa nei processi decisionali automatizzati.

Il nostro contributo è stato orientato a garantire che l’IA nella PA sia responsabile, governabile e democratica, e che la società civile abbia strumenti concreti per monitorarne gli impatti.

Period Think Tank continuerà a seguire l’attuazione dell’Impegno B5, promuovendo un’IA pubblica equa, trasparente e orientata ai diritti.

 

Per approfondire:

Raccomandazioni della Community italiana per il governo aperto sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione