Categories: notizie
Published On: Settembre 2, 2026
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1706, 2026

Grafica con sfondo magenta e forma a clessidra viola al centro. Testo in giallo e bianco che recita: 'SE RESTRINGONO LA DEMOCRAZIA NOI CI ALLARGHIAMO'. Le parole 'DEMOCRAZIA' e 'ALLARGHIAMO' sono in grande formato giallo con effetto espanso, a rappresentare visivamente il concetto di allargamento.

SE LA DEMOCRAZIA SI RESTRINGE, NOI CI ALLARGHIAMO: PARTE CAMPAGNA NAZIONALE PER DIFENDERE DIRITTI, DEMOCRAZIA E AUTODETERMINAZIONE. 

Ventotto organizzazioni femministe, LGBTQIA+, ecologiste, antirazziste, transfemministe e impegnate nella tutela dei diritti democratici, civili e sociali lanciano una mobilitazione nazionale a partire dai dati del report “Cittadinanze sospese” di SEMIA Fondo delle Donne.

 

Roma, 15 giugno 2026 – Di fronte a una crescente distanza tra il riconoscimento formale dei diritti e la loro effettiva esigibilità, trenta organizzazioni della società civile hanno deciso di unire forze, competenze e reti territoriali in una nuova azione collettiva nazionale.

La coalizione nasce dalla preoccupazione, ma soprattutto dallo sdegno, suscitati dai risultati del report Cittadinanze sospese. Indagine tra riconoscimento formale ed esercizio dei diritti in Italia, promosso da SEMIA Fondo delle Donne sui temi del restringimento democratico in Italia. Una ricerca che fotografa nei dati un Paese in cui il consenso sociale verso molti diritti fondamentali cresce, mentre le istituzioni faticano a tradurlo in politiche pubbliche, garanzie concrete e strumenti di tutela.

 

L’Italia continua a definirsi una democrazia, mentre restringe progressivamente la possibilità concreta di vivere pienamente i propri diritti.

L’accesso all’aborto viene ostacolato dall’obiezione di coscienza e dalla disuguaglianza territoriale.

Le persone LGBTQIA+ restano senza pieno riconoscimento, senza protezioni efficaci e senza pari diritti familiari.

Le politiche migratorie producono esclusione, trattenimento e violenza istituzionale.

Le discriminazioni aumentano mentre il discorso pubblico normalizza odio, marginalizzazione e controllo.

Di fronte a questo scenario, la campagna sceglie una risposta collettiva: allargarsi.  Allargarsi significa non arretrare mentre vengono ristretti diritti, accessi e libertà. Significa costruire convergenza tra movimenti, territori e soggettività colpite dagli stessi meccanismi di esclusione. Allargare spazi, alleanze, corpi politici, immaginari e possibilità. Trasformare l’isolamento in forza collettiva. 

 

Allarghiamo l’attivismo in difesa dei diritti sarà lo slogan principale della campagna che sarà diffusa e attraversata da contenuti pubblici, strumenti di mobilitazione e materiali aperti alla partecipazione che avrà l’obiettivo di:

  • rendere pubblici e accessibili i dati contenuti nel report;
  • costruire consapevolezza diffusa sullo stato dei diritti in Italia;
  • invitare la cittadinanza a monitorare l’attività legislativa nazionale e regionale;
  • promuovere campagne di advocacy e mobilitazione pubblica;
  • avanzare proposte concrete di riforma per garantire piena cittadinanza e autodeterminazione.

“Quello che emerge dal report è un deficit democratico che non può più essere ignorato. La restrizione democratica non avanza sempre attraverso grandi rotture. Spesso si consolida nella normalizzazione quotidiana dell’esclusione, nella burocratizzazione della violenza istituzionale e nella trasformazione dei diritti in concessioni condizionate” spiega Federica Calbini, antropologa e Project Manager dell’Associazione Liberas “Quando una parte crescente della popolazione vive in una condizione di accesso limitato, diseguale o incerto ai propri diritti, la democrazia stessa si indebolisce.”

“Il report dimostra in maniera inconfutabile che da oltre dieci anni il parlamento italiano non legifera per garantire diritti, soprattutto se legati alla libertà di scelta individuale sul proprio corpo” afferma la nostra presidente Giulia Sudano, “su 1.117 atti parlamentari presentati su 12 categorie di diritti solo 36 sono diventati legge, il 3,2%. Non siamo di fronte a semplici ritardi normativi, ma a una progressiva incapacità delle istituzioni di trasformare bisogni urgenti, che già rispondano a un ampio consenso sociale, in diritti concretamente garantiti.” 

La coalizione, che riunisce realtà impegnate nei diritti sessuali e riproduttivi, nella libertà di scelta, nella giustizia climatica, nei diritti LGBTQIA+, nella lotta alle discriminazioni, nella giustizia sociale, nei diritti delle persone migranti, nell’accessibilità e nella promozione dell’uguaglianza sostanziale, non nasce soltanto per denunciare. Nasce per agire.

 

Sul sito della campagna democraziaristretta.it è possibile consultare il report completo con i dati dello studio realizzato da Semia Fondo delle Donne, scaricare il toolkit pubblico di diffusione, pensato per organizzazioni, collettive, attivistə, spazi culturali e persone che vogliono contribuire alla circolazione della campagna. 

 

“L’obiettivo è di allargare l’attivismo per i diritti” afferma Anita Garibalde da Silva, Segretaria Generale del Consiglio, e coordinatrice generale del MIT (Movimento Identità Trans)  “costruire un’infrastruttura permanente di monitoraggio, mobilitazione e proposta politica capace di contrastare l’erosione dei diritti e di restituire centralità alla partecipazione democratica. Perché nessuna persona dovrebbe vivere in una condizione di cittadinanza sospesa.”

 

30 ORGANIZZAZIONI ADERENTI

Bruciamo Tutto, Casa Internazionale delle Donne, Collettivo Donne Contro la Violenza, Collettivo Ziwanda, Donne e Arte, Factorya – Pensieri Scorretti, Femminismi Contemporanei, Gruppo Trans APS, Kina Collettiva, LAIGA, Liberas, Libellula Italia APS, Lunatica, Malarittas, MàS – Movimento per l’Autocoscienza del Sud, MIT – Movimento Identità Trans (MIT), Non Una di Meno La Spezia, Obiezione Respinta, Patate Bollenti, Period Think Tank, ProChoice RICA, Purple Square Puglia, Sovversive, Strasura – Noi Siamo Tempesta, SWIPE, The Good Lobby, Unione Donne in Italia (UDI), Progetto Violetta, Viveredonna APS, WiMiT – Women in Mobility Infrastructure Transport. 

Banner della notizia con grafica con sfondo di colore blu intenso (che richiama quello del nostro logo Period) con al centro una mano robotica che si protende verso una mano umana che richiama La creazione di Adamo di Michelangelo nella Cappella sistina, evocando il tema dell’interazione tra intelligenza artificiale e mondo umano. un alone sottoline il punto di contatto tra le due dita. Testo in bianco che recita: 'INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA PA"

Pubblicate le Raccomandazioni nazionali sull’Intelligenza Artificiale nella PA. Period Think Tank tra i redattori del documento come organizzazione responsabile dell’Impegno B5.

Sono state pubblicate le Raccomandazioni della Community italiana per il governo aperto sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione, elaborate nell’ambito del 6° Piano d’Azione Nazionale per il Governo Aperto 2024-2026, dedicato alla promozione dell’inclusività e dei diritti nell’accesso alle tecnologie e nell’uso dell’IA .

Period Think Tank ha avuto un ruolo centrale nel processo: ha contribuito alla redazione del documento in qualità di organizzazione responsabile dell’attuazione dell’Impegno B5, coordinando il percorso di co-creazione e garantendo il coinvolgimento di amministrazioni pubbliche, società civile, espert di dominio e comunità professionali.

Un percorso di co-creazione per un’IA pubblica equa e trasparente

Le Raccomandazioni nascono dalla consapevolezza che l’adozione dell’IA nella sfera pubblica non è solo una scelta tecnologica, ma una decisione che incide su diritti, equità, trasparenza e partecipazione democratica. Il documento propone un uso dell’IA coerente con i principi del governo aperto, capace di prevenire discriminazioni, opacità decisionali e nuove forme di esclusione.

 

Cinque aree strategiche e dodici Raccomandazioni

Il testo si articola in 12 Raccomandazioni, suddivise in cinque ambiti chiave:

  • Formazione – percorsi continui e multidisciplinari per rafforzare competenze tecniche, giuridiche, sociali e comunicative.
  • Dati – qualità, tracciabilità, documentazione e disaggregazione come prerequisiti per l’equità algoritmica.
  • Sistemi di IA – trasparenza, verificabilità, supervisione umana significativa e documentazione dei processi di addestramento.
  • Adozione, acquisto e sviluppo – capitolati che includano requisiti su diritti fondamentali, audit algoritmici, interoperabilità e riduzione delle dipendenze dai fornitori.
  • Monitoraggio e valutazione degli impatti – strumenti permanenti di controllo pubblico, tra cui la proposta di un registro nazionale degli appalti IA presso ANAC.

 

Il contributo di Period Think Tank

Come organizzazione responsabile dell’Impegno B5, Period Think Tank ha:

  • coordinato il processo di co-creazione, assicurando un dialogo strutturato tra PA, società civile ed esperti;
  • contribuito alla stesura delle Raccomandazioni, con particolare attenzione a inclusione, equità algoritmica e trasparenza;
    promosso la partecipazione civica, sostenendo la necessità di coinvolgere utenti, comunità interessate e figure indipendenti nei processi di monitoraggio;
  • rafforzato l’attenzione ai diritti fondamentali, alle narrazioni che influenzano la classificazione dei dati e alla necessità di una supervisione umana significativa nei processi decisionali automatizzati.

Il nostro contributo è stato orientato a garantire che l’IA nella PA sia responsabile, governabile e democratica, e che la società civile abbia strumenti concreti per monitorarne gli impatti.

Period Think Tank continuerà a seguire l’attuazione dell’Impegno B5, promuovendo un’IA pubblica equa, trasparente e orientata ai diritti.

 

Per approfondire:

Raccomandazioni della Community italiana per il governo aperto sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione